Arma il prossimo tuo: i volti di chi uccide (ed è ucciso) in nome di Dio

Arma il prossimo tuo - evento in evidenza

Centodieci scatti, realizzati dai fotoreporter Roberto Travan e Paolo Siccardi, per analizzare un aspetto finora poco indagato: la fede in Dio e il dovere di combattere in suo nome, oggi come ieri.

È, in estrema sintesi, l’obiettivo che si pone la mostra fotografica Arma il prossimo tuo. Storie di uomini, conflitti, religioni, ospitata presso il Museo Nazionale del Risorgimento di piazza Carlo Alberto a Torino fino al 1° maggio 2018.

I due fotoreporter hanno selezionato gli scatti in mostra tra le centinaia di fotografie scattate in conflitti sovente lontani dai riflettori dell’informazione: immagini che mostrano le vittime nei campi di battaglia, i villaggi depredati, i profughi in fuga.

Repubblica Centraficana, Sud Sudan, Kosovo, Siria, Afghanistan, Israele, Ucraina: sono solo alcuni dei luoghi del mondo devastati negli anni più recenti e ancora oggi da guerre.

Conflitti innescati da motivi diversi (politici, economici, etnici), ma tutti accomunati da una sottile linea rossa, non sempre visibile, capace però di alimentare tensioni e drammi che per questo paiono non poter finire: la religione, il dovere di combattere in nome di Dio.

Arma il prossimo tuo - Gerusalemme

Gerusalemme, 2017, la capitale di Israele è anche la culla del cristianesimo (foto R. Travan)

Le fotografie che compongono Arma il prossimo tuo. Storie di uomini, conflitti, religioni, raccontano le testimonianze raccolte nelle trincee, nelle chiese e nelle moschee distrutte, tra le popolazioni ridotte in miseria e disperazione. Un progetto ambizioso e innovativo, teso a fare emergere i modi in cui la fede viene vissuta nelle zone teatro di conflitti.

Un’idea originale che sfrutta appieno il potere delle immagini rispetto ad altri mezzi di comunicazione. Il linguaggio scelto infatti è quello della fotografia di reportage, genere che coniuga ricerca personale e rigore giornalistico e garantisce una narrazione omogenea e profonda, in linea con la tradizione del foto-giornalismo di guerra.

L’esposizione è suddivisa in quattro macro aree, luoghi in cui si continua a pregare. E a uccidere – e morire – in nome di Dio: i Balcani (Bosnia, Serbia, Kosovo, Albania); l’Europa e il Caucaso (Ucraina, Nagorno-Karabakh); il Medio Oriente (Afghanistan, Iraq, Cisgiordania, Golan, Siria, Isreale,) e l’Africa (Repubblica Centraficana, Sud Sudan).

A condurre il visitatore tra le immagini, le parole del giornalista e inviato di guerra astigiano Domenico Quirico, curatore anche della mostra su Aleppo in svolgimento ad Asti, presso Palazzo Mazzetti.


Queste foto sono lampi di crudo dolore. La guerra e i segni di Dio: piccoli e grandi, pendagli e lapidi, chiese e moschee, segni tracciati sui muri e scritte che gridano dio come documentano queste fotografie strazianti che grondano ancora dolore. La fede ottiene dall’essere umano ciò che nessun’altra dottrina ha mai ottenuto. Nel bene e nel male.
(Domenico Quirico)


Un grande evento culturale e sociologico organizzato dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, con il sostegno e il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte ed il supporto di Fujifilm Italia.

La mostra è visitabile, fino al 1° maggio 2018, dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 18 (ultimo ingresso ore 17), lunedì chiuso. Biglietto unico mostra + museo: 10 euro, ridotto 8 euro. Gratis con abbonamento Musei e altre card.
Per maggiori informazioni: www.museorisorgimentotorino.it


Informazioni su Link_AT

Asti non è solo il nome commerciale di un vino molto esportato, ma soprattutto una città piemontese dalle grandi potenzialità. Qui potete trovare informazioni sui più interessanti eventi in programma sul territorio.

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