Emanuela Crosetti ‘on the road’ sulle tracce di Lewis e Clark


L’America, indipendentemente che con questo termine si faccia riferimento al continente nel suo insieme o (sia pur in modo improrio) agli Stati Uniti d’America, è un caleidoscopio di volti, sguardi e storie che ci (intesi come europei) affascina da sempre. Anche “riducendo” (si fa per dire, perché si tratta comunque di territori vastissimi) l’analisi al solo nord America, le suggestioni che genera sono infinite, dall’approdo del Mayflower sulle coste di Cape Cod ai giorni nostri.

Il “Nuovo Mondo”, “La terra delle opportunità” che per tanti nostri migranti fu simboleggiata da Ellis Island e dalla Statua della Libertà; il “Far West” con le sue immense praterie mitizzato in un’infinità di western che hanno riempito i pomeriggi cinematografici dei nostri nonni e dei nostri padri; gli anni ‘60 della controcultura hippie; i ‘70 della libertaria San Francisco. Ed ancora il fascino di Boston, la più “europea” delle città USA; gli Stati Uniti più profondi ed operai che fanno da sfondo a numerose ed indimenticabili canzoni di Bruce Springsteen; il Central Park visto in tanti film di Woody Allen e raccontato, sul fronte letterario, da Salinger ne Il giovane Holden (a proposito, dove vanno le anatre quando il lago ghiaccia?)

In quest’ultimo ambito, ossia quello letterario, tantissimi autori di saggistica e di narrativa si sono cimentati nel “raccontare l’America” da ogni punto di vista, compreso quello giornalistico. Basti pensare ai libri scritti da due giornalisti e scrittori amatissimi dal pubblico italiano quali Beppe Severgnini e Vittorio Zucconi.

Di quest’ultimo, a lungo inviato negli USA per alcuni dei principali quotidiani italiani, segnaliamo in particolare Gli spiriti non dimenticano, un rispettosissimo “viaggio” (nel tempo e negli spazi geografici) finalizzato a ricostruire la epica vita di Tashunka Wikto (o Cavallo Pazzo, nella dispregiativa traduzione degli stessi bianchi che coniarono il termine ‘indiano’ anziché ‘nativo americano’) che sconfisse il Settimo Cavalleggeri di Custer a Little Bighorn.

Come-ti-scopro-America-Emanuela-Crosetti-Lewis-ClarkQuell’episodio storico risale all’anno 1876, ovvero 74 anni dopo che i capitani Meriwether Lewis e William Clark, al servizio del presidente Thomas Jefferson, partirono alla ricerca del famoso “Passaggio a Nord Ovest”. Un’avventura in territori all’epoca inesplorati, costeggiando i fiumi Missouri e Columbia, finalizzata a colonizzare nuove terre e giungere sulle coste del Pacifico.

Il 14 maggio 1804 i due esploratori, a capo di un gruppo di ricerca di circa cinquanta persone denominato “Corps of Discovery”, partirono da St. Louis su un barcone lungo circa17 metri e con l’accompagnamento di due piroghe.

Layout 1Due anni fa, ovvero esattamente 200 anni dopo quell’epica avventura, la giornalista e fotografa astigiana Emanuela Crosetti ha deciso di ripercorrere in solitaria il lungo tragitto (circa 4.000 miglia) dei due esploratori, intrecciando alle narrazioni tratte dai loro diari inediti il racconto di storie e luoghi incontrati durante il viaggio. Quell’avventura è ora confluita in un libro, Come ti scopro l’America (Exòrma Edizioni), esordio letterario della Crosetti.

Un testo che, grazie all’adozione di un approccio tanto singolare quanto in grado di appassionare ogni tipologia di lettore, le ha consentito di sviluppare un realistico quadro degli Stati Uniti contemporanei e delle loro infinite contraddizioni (che, per certi versi, contribuiscono anche al loro fascino).

Il racconto di un’America certo marginale rispetto alle rotte turistiche più battute, ma non per questo meno interessate.

Un viaggio che – l’affermazione non sembri “blasfema” ai cultori dell’autore – per certi versi potremmo accostare al racconto On the road di Jack Kerouac. Altro cantore di un’America marginale, nascosta, dimenticata.

Che, nel libro di Emanuela Corsetti, è tutta da scoprire, pagina dopo pagina e scatto dopo scatto.

Tutte le immagini presenti in questo post sono state pubblicate per gentile concessione dell’autrice, cui spettano tutti i diritti d’utilizzo.

 

L’autrice

Come-ti-scopro-America-Emanuela-Crosetti-foto-autoreNonostante non abbia neppure ancora toccato la fatidica “boa” dei 40 anni (infatti è classe 1978), l’astigiana Emanuela Crosetti può già vantare un incredibile bagaglio di importanti esperienze.

Giornalista e fotografa, ha collaborato con riviste musicali nazionali quali Buscadero, Jam, Chitarre e alla realizzazione di scatti fotografici per libri come Summer Of Love dello storico produttore dei Beatles George Martin (Coniglio Editore); Nessuna Resa Mai, biografia di Massimo Priviero (Meridiano Zero); Happy, biografia di Keith Richards (Meridiano Zero); Figli dei Fiori Figli di Satana, Delitti Rock (Arcana Editore); Psycho Killer (Edizioni Ultra) e La storia del rock (Hoepli) tutti di Ezio Guaitamacchi.

Ha fotografato oltre 400 artisti, tra cui star internazionali quali U2, Paul McCartney, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Bob Dylan, David Gilmour, The Who, Sting, Muse, Oasis.

Sempre in ambito musicale, ha inoltre condotto interviste con artisti di fama mondiale come Lou Reed, Patty Smith, Jethro Tull, Hot Tuna, Steve Hackett, Skunk Anansie, Willy DeVille, Hevia, Dream Theater, PFM, Negrita, Fiorella Mannoia e molti altri.

Presente come fotoreporter a Oslo, nel 2009, per il conferimento del Premio Nobel per la Pace al presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha esposto suoi scatti nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia e allo Jesolo Music Festival.

Come ti scopro l’America è il suo felice esordio letterario.

 


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