Lunedì sera all’Alfieri Emilio Solfrizzi sarà ‘Il Borghese gentiluomo’


Poliedrico interprete – reso celebre dalla tv e consacrato dal cinema – Emilio Solfrizzi calca ormai da molti anni anche le scene teatrali con costante successo. Che lo ha portato, nella Stagione corrente, a cimentarsi con un grande classico come Il borghese gentiluomo di Moliére, proposto con traduzione e adattamento di Annarosa Pedol e per la regia di Armando Pugliese.

Lunedì sera, lo spettacolo andrà in scena anche ad Asti, nell’ambito della Stagione di prosa del Teatro Alfieri. In scena, oltre al popolare attore barese, Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Nico Di Crescenzo, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Lydia Giordano, Simone Luglio, Elisabetta Mandatari e Roberto Turchetta. I costumi sono di Sandra Cardini, le luci di Gaetano La Mela, le musiche di Antonio Sinagra e le coreografie di Aurelio Gatti.

Emilio Solfrizzi, protagonista de 'Il borghese gentiluomo'Solfrizzi vestirà i panni del signor Jourdain, ricco borghese con il sogno di diventare nobile, che si accerchia di adulatori e scrocconi, che lo raggirano e assecondano la sua follia con il solo fine di trarne un guadagno. Pertanto Jourdain si ritrova circondato da maestro di musica, di ballo, di scherma, di filosofia… La trama si arricchisce delle rivalità tra i diversi maestri, che scroccano denaro a Jourdain predicando ciascuno la propria arte e la propria scienza come fondamentali per venir considerati un gentiluomo.

A questa corte di arraffoni si contrappone la moglie del borghese, donna estremamente pratica e razionale che cerca di farlo rinsavire. Alla coppia dei Jourdain se ne aggiunge una secondaria, i rispettivi servitori dei due coniugi: la servetta Nicoletta, simpatica e coraggiosa, e Coviello, innamorati tra di loro. Ne nasce una farsa, chiassosa e colorata, tipica del teatro comico: quella del Gran Turco.

Coviello, vestito da turco e parlando un linguaggio maccheronico, si presenta a Jourdain e gli fa credere che il figlio del Gran Turco, di lignaggio reale, è qui per sposare Lucilla, la figlia di Jourdain. Questi, lusingato dalle promesse di nobiltà, cade nel tranello e ne nasce un fragoroso balletto-farsa.

Emilio Solfrizzi in un momento della commediaDi fronte all’ennesimo rifiuto del ‘borghese’ di dare in sposa sua figlia al non nobile ragazzo che ama, tutti d’accordo gli giocano la beffa finale e anche la moglie che, pur criticandolo aspramente lo ha sempre protetto, gli si schiera contro lasciandolo definitivamente solo nella sua folle utopia.

Al termine della vicenda Jourdain continuerà a sognare tutto quello che non potrà mai avere, come succede ai grandi personaggi comici del teatro di Molière.

Spiega il regista Armando Pugliese: Come l’avaro, come il malato immaginario, come l’ipocrita Tartufo, anche questo borghese che sogna di diventare un gentiluomo è, nella cultura letteraria europea, un archetipo: è il modello esemplare e imprescindibile del nuovo ricco, dell’arrampicatore sociale, dell’ambizioso che pretende di comprare col denaro quei meriti e quei titoli che non avrà mai.

Ultimi biglietti disponibili al costo di 20 euro per platea, barcaccia e palchi; 15 euro per il loggione. Per ulteriori informazioni e prenotazioni chiamare i numeri 0141/399057 o 399040.


Informazioni su Link_AT

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