Michele Dalai spiegherà ‘La lentezza della luce’


La lentezza della luce - copertina del libro di Michele DalaiFiglio dell’altrettanto celebre editore Alessandro, Michele Dalai è persona estremamente poliedrica. In veste di editore ha co-fondato la ADD, salvo fuoriuscirne dopo un triennio per rifondare e dirigere la Baldini & Castoldi, successivamente ceduta a La nave di Teseo. Come giornalista vanta numerose collaborazioni sia con Testate cartacee (quali la Repubblica, per la quale cura la rubrica Blue Neon), che televisive, sia in veste di autore che di opinionista. Conduce inoltre Ettore, programma di Radio 2 dedicato ai grandi campioni ed ai grandi sconfitti dello sport.

Ma l’aspetto che, almeno in questo contesto, più ci interessa di Michele Dalai è quello di scrittore. Una carriera parallela iniziata nel 2010 quando ha collaborato alla stesura dell’autobiografia di Pavel Nedvěd e proseguita, sul filo dell’(auto)ironia, con i romanzi Le più strepitose cadute della mia vita (2011), Onora il babbuino (2015) ed il pampleth Contro il Tiqui Taca – Come ho imparato a detestare il Barcellona (2013)

Scorrendo la sua biografia, è pertanto evidente l’interesse per il mondo del calcio e dello sport in generale, che Dalai affronta, nel suo nuovo romanzo La lentezza della luce, in un’ottica particolarmente intrigante. L’ultima fatica di Michele Dalai è, infatti, incentrata su bellissimi perdenti (o tutt’al più vincenti per puro caso), protagonisti reali di imprese sfumate o di conquiste inaspettate.

Figure come Richard Norris Williams, il tennista nevrotico e ossessionato dalle linee di fondo che trovò riscatto solo dopo il naufragio del Titanic cui sopravvisse o come Zola Budd, la mezzofondista sudafricana che correva a piedi nudi e perse la gara più importante del mondo a causa di una crisi di pianto. O ancora, in ottica collettiva, la gloriosa Aurora Desio, squadra di pallacanestro che terminò una stagione senza vincere neppure una partita.

A queste storie, poco note ai più ma davvero meritevoli di venir riscoperte, fa da contraltare l’esperienza personale dell’autore che, come centinaia di migliaia di bambini e adolescenti degli ultimi 40-50 anni, è stato rimbalzato dai genitori tra uno sport e l’altro, da un campo di calcio ad una palestra di boxe. La lentezza della luce che dà il titolo al romanzo è l’esatto opposto della velocità che caratterizza i grandi exploit sportivi, così come le storie di questo libro sono l’esatto opposto della freddezza.

Se quest’opera ha destato il vostro interesse, almeno quanto il nostro, sarete lieti di sapere che Michele Dalai lunedì sarà ad Asti, presso la Sala delle Colonne della Biblioteca Astense Giorgio Faletti, proprio per presentare il volume. L’incontro, ad ingresso libero ed in programma dalle 21, verrà moderato da Roberta Bellesini Faletti, presidente della Biblioteca Astense.


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