La plurisecolare storia del Palio di Asti raccontata in sintesi


Anche se si è ripreso a correrlo in modo continuativo dal 1967, le origini del Palio di Asti si perdono nella notte dei tempi. 

San Secondo, patrono di Asti
San Secondo, patrono della città di Asti

La festa per celebrare San Secondo, patrono della città, si celebra infatti fin dal XII secolo e i primi cenni relativi la corsa di cavalli montati a pelo risalgono al 1275. Anno in cui, secondo quanto scritto da Guglielmo Ventura, speziale e cronista di fatti astigiani dell’epoca, gli astigiani corsero il Palio sotto le mura della città di Alba, provocando danni e devastazioni alle vigne della città rivale.

Da allora, la corsa si è svolta pressoché costantemente, sia pure con due importanti eccezione (rispettivamente 70 e 30 anni d’interruzione) nel Diciannovesimo e nel Ventesimo secolo, quest’ultima in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Ripresa a partire dal 1967, e da allora mai più interrotta, la tradizione paliofila è ormai insita nel DNA degli astigiani. Che, sia pure in modo meno fragoroso rispetto ai cugini-rivali di Siena, la vivono con bruciante intensità. Dalla ‘stima’ del drappo destinato al vincitore, che avviene a maggio nell’ambito dei festeggiamenti patronali, a tutto il ricco corollario della corsa vera e propria.

Girovagando per la città (e per la Provincia, poiché il Palio di Asti, a differenza di quello senese, vede anche la partecipazione di alcuni Comuni esterni al capoluogo) nelle settimane che precedono l’evento, ci si può imbattere nel caleidoscopio di colori dei 21 Rioni, Borghi e Comuni che parteciperanno alla corsa e alla fitta serie di appuntamenti che la precedono. Scoprendo di conseguenza alcune rivalità – storica ed accesissima, ad esempio, quella tra il Borgo 3T (Tanaro-Trincere-Torrazzo, zona sud della città) e il centralissimo Rione San Secondo – e constatare quanto l’evento catalizzi l’attenzione dei paliofili.

Palio 2018 drappo Antonio Guarene
Il drappo 2018 realizzato dal Maestro del Palio Antonio Guarene

Con un duplice obiettivo: aggiudicarsi l’ambitissimo drappo, quest’ano realizzato dall’arch. Antonio Guarene, artista astigiano e ‘uomo di palio’ che già realizzò il drappo nel 2011, ed evitare l’inchioda (ossia l’acciuga) con l’insalata, ‘premio di consolazione’ destinato al nono e ultimo classificato della finale. Che, come avviene continuativamente dal 1988, si svolgerà sul percorso in terra battuta realizzato nella centralissima piazza Alfieri.

Percorso, reso particolarmente ostico dalla conformazione triangolare della piazza, che i cavalli in gara dovranno percorrere (con o senza fantino in groppa, poiché è attribuibile la vittoria anche a un cavallo ‘scosso’) tre volte, per una percorrenza totale di circa 1.350 metri.  Meritano però una citazione anche gli altri premi, destinati dal secondo al quinto classificato, ovvero una borsa di monete d’argento (2°), degli speroni (3°), un gallo vivo (4°) e una coccarda (5°). Fermo restando, comunque, che già accedere alla finalissima – essendosi quindi classificati tre i primi tre in una delle tre batterie eliminatorie da nove partecipanti – è già un ragguardevole traguardo, soprattutto considerando la sempre agguerritissima concorrenza.

Infine un doveroso cenno alla rilevantissima novità di questa edizione 2018, ovvero l’anticipo della corsa dalla terza alla prima domenica di settembre, ovvero il 2 settembre prossimo. Una decisione – fortemente voluta dal sindaco Maurizio Rasero, appoggiata dal Consiglio dei Rettori e approvata dal Consiglio del Palio – che segna più un’ennesima variazione della data anziché una ‘rivoluzione’.

Nel corso dei secoli, infatti, il Palio è stato corso in svariati periodi dell’anno. In origine il 30 marzo, in occasione della festa di San Secondo, patrono della Città, salvo venire spostata dal XV secolo, al pari delle celebrazioni del santo, al primo giovedì dopo la domenica in Albis. E ancora, nei primi anni del XIX secolo, alla seconda domenica dopo la Pasqua e tornando al primo martedì di maggio nel 1818. E vivendo successivi spostamenti di data fino a quello, ritenuto definitivo fino alla scorsa edizione, della terza domenica di settembre.


Informazioni su Link_AT

Asti non è solo il nome commerciale di un vino molto esportato, ma soprattutto una città piemontese dalle grandi potenzialità. Qui potete trovare informazioni sui più interessanti eventi in programma sul territorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.