Rivoluzioni marziane per Nintendo, Sony e Microsoft!


…Ed anche voi potrete dire “Io c’ero! Ho assistito alle rivoluzioni marziane nel mondo dei videogames!”

Ok, magari non faranno la fila per chiedervelo, però è vero che il mese che va a chiudersi si sta rivelando pieno di sussulti per il mercato videoludico. Ognuna delle tre major (ovvero Sony, Microsoft e Nintendo), ha, infatti, schierato i propri mezzi per la battaglia. Ma andiamo con ordine.

Il 3 marzo Nintendo ha finalmente dato il via alle vendite della sua nuova creazione hardware, lo Switch. Oggetto di numerose speculazioni dopo la sua presentazione e prima ancora, quando era solo noto con la definizione di progettazione di NX, Switch si ritrova a ereditare il posto del fallimentare WiiU, la cui produzione è stata ufficialmente interrotta prima del tempo rendendola ufficialmente la macchina meno venduta di Nintendo (fatta eccezione per il Virtual Boy, ma quello è un altro paio di visori 3D).

Ma cos’è, di preciso? Switch si presenta come una macchina ibrida, casalinga e portatile, e modulare. Il corpo principale risiede in una docking station collegata alla tv di casa come una consolle classica ma, quando viene estratto e collegato ai suoi mini joypad, che prendono il nome di Joycon, permette di giocare tranquillamente in casa e fuori. 

Altra innovazione inserita (o forse sarebbe il caso di definirlo ritorno), è che i dischi hanno lasciato il posto alle schede di memoria, dato che ormai la tecnologia lo consente. Oltre alla innegabile praticità, questa soluzione potrebbe riuscire a debellare il maggior problema che fu di Wii e che probabilmente, oltre ad un marketing masochista, portò indirettamente alla rovina di WiiU, ossia la pirateria. Purtroppo la nuova console soffre di quello che fu un problema anche per Playstation 4, ai tempi: una lineup, ovvero la lista dei giochi già disponibili all’uscita della console, quasi deserta seppur con l’ottimo Zelda: Breath of the Wild. Niente di irreparabile ma neppure un gran biglietto da visita.


In casa Sony, invece, assistiamo ad un movimento di più ampio respiro, in quanto interessa anche altre produzioni della multinazionale giapponese. Esce in esclusiva per Playstation 4 e PS4 Pro l’attesissimo Horizon Zero Dawn. Realizzato dai belgi Guerrilla Games, è un gioco di ruolo open world, con poche o nulle novità; non che questo sia un difetto, citando un amico “ne abbiamo giocati talmente tanti”. Questo RPG prende e copia meccaniche collaudate e di successo di altri giochi (il parcour, le tantissime quest secondarie, la creazione e modifica di armi e abbigliamento) e le inserisce in un mondo post apocalittico invaso dalle Macchine, robot in guisa di animali, selvagge, ostili e pericolose.

Il titolo si lascia giocare benissimo, chi ha provatoThe Witcher 3 si ritroverà quasi a casa (tra l’altro i produttori di quest’ultimo, i polacchi CD Project Red, si sono complimentati pubblicamente con i colleghi belgi per il buon esordio del titolo, fair play videoludico) e lo fa in un ambiente da togliere il fiato.

Ma ecco la rivoluzione: il motore del gioco consente, in apparente tranquillità, di realizzare scenari magnificenti in pieno 4K, risoluzione raggiungibile al momento dalla sola PS4 Pro e su televisori di ultima generazione. Già solo in ‘semplice’ HD il gioco è una gioia per gli occhi: ammetto che ho desiderato di vederlo al suo meglio. Insomma è ottimamente ideato anche come Cavallo di Troia per le nuove tecnologie, TV e ludiche.


Infine attraversiamo l’oceano Atlantico e andiamo negli Stati Uniti, dove Microsoft decide, invece di puntare sui beni, di giocarsela sui servizi. Sicuramente vi ricorderete di Blockbuster, la catena di noleggio film e videogiochi che spadroneggiava anni fa. Ebbene a Redmond hanno pensato di mettere a disposizione degli iscritti al servizio X-Box Game Pass, al ridicolo prezzo di 10 euro al mese, la bellezza di cento titoli, selezionati tra quelli di grandi case di produzione.

Se ne parlava sui social network poco tempo fa, di come e se fosse remunerativo reintrodurre il noleggio videoludico. Oltretutto non si tratta solo di noleggio, essendo i titoli introdotti a rotazione, nel caso in cui si volesse, si potrà accedere anche a considerevoli sconti sull’acquisto del titolo ed eventuali DLC.

La notizia è stata talmente roboante da provocare la perdita di otto punti percentuali del titolo di GameStop al NASDAQ di New York. La suddetta società, infatti, vede molti dei suoi ricavi arrivare proprio dalla vendita di giochi usati e, con l’annuncio di questo Netflix videoludico, c’è addirittura chi la giudica sull’orlo del fallimento. Molto probabilmente, nonostante la crisi del colosso delle vendite di videogames si sia recentemente palesata in tutta la sua gravità, si tratta di una notizia più basata sul sensazionalismo che su altro, però è vero che quest’idea è una bella rivoluzione di intendere il mercato.

Se poi queste saranno rivoluzioni di un altro pianeta o si riveleranno delle tempeste in uno, o meglio in tre bicchieri d’acqua sarà solo il tempo a dirlo. Intanto noi ci gusteremo lo spettacolo.

Marco Parodi


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