Presentazione albese per la ‘paranza dei bambini’ di Roberto Saviano


Immagine di copertina di 'La paranza dei bambini' di Roberto Saviano

La copertina del libro

Cercando sui principali dizionari il significato della parola paranza, si possono leggere due definizioni, drammaticamente collegate tra loro. In quella originaria, il termine indica imbarcazioni da pesca che, soprattutto nel mar Tirreno, venivano usate per la pesca a coppie (in paranza, appunto), in cui ciascuna paranza tirava un’ala di una rete a strascico. Nel linguaggio camorristico, invece, il termine paranza indica piccoli gruppi di giovanissimi camorristi che operano insieme per commettere delitti. Così come nella pesca a strascico, la paranza va a pescare: persone da ammazzare.

Ragazzini cui è stata rubata l’adolescenza, come i protagonisti di La paranza dei bambini, nuovo romanzo di Roberto Saviano che, attraverso la commistione tra tragica realtà e narrativa, torna a raccontare con il suo inequivocabile stile la Napoli più profonda. Quella in cui si muovono quindicenni che sfrecciano su scooter contromano per le vie della città. Ragazzi perduti come Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone e altri: scarpe firmate, famiglie ‘normali’ e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non temono nulla e non credono di avere un futuro, pronti a ogni efferatezza perché gli è stato inculcato il concetto secondo cui ‘i soldi li ha chi se li prende’

Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino.

Roberto Saviano entra implacabile nella realtà che ha sempre indagato, immergendo il lettore nell’autenticità di storie immaginate con uno straordinario romanzo di innocenza e sopraffazione. Del quale racconterà la genesi e sviscererà le storie nel corso di un attesissima serata, in programma giovedì 6 aprile al Teatro Sociale “G. Busca”, nel corso della quale dialogherà con lo scrittore torinese Giuseppe Culicchia.

L’evento, promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Alba, in collaborazione con il Centro Studi Beppe Fenoglio e con il supporto delle aziende vitivinicole Ceretto, è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per ulteriori informazioni contattare il Teatro “Giorgio Busca” (piazza Vittorio Veneto 3 – Alba; Tel. 0173/292470 – 292471; inviare una mail a teatro.sociale@comune.alba.cn.it o collegarsi al sito www.comune.alba.cn.it)

Informazioni su Link_AT

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