A turni o in tempo reale, i videogames ‘strategici’ sono senza tempo!

Starcraft 2 immagine in evidenza

È notizia di questi giorni che la Blizzard, major famosa per le sue ultime creazioni Overwatch e World of Warcraft (di cui vi ho già accennato per altre ragioni), ha deciso di rendere gratuito un suo pregiato pezzo da novanta, un RTS che ha fatto letteralmente scuola nel genere; Starcraft e la sua espansione Brood War sono tranquillamente scaricabili dal sito della società senza DRM, senza pagamenti di sorta e senza rimorsi. Contenti? Come sarebbe a dire che non sapete cosa cos’è Starcraft? Neppure un RTS? Ok, ok, adesso spiego.

Strategici schermata Civilization 1

Una mappa del mondo del primo episodio di CIvilization

Correva l’anno 1992, fino ad allora chi, a casa propria, era intenzionato a mettere alla prova le proprie meningi invece delle proprie dita su qualcosa di diverso che non fosse frenetico e caciarone come un action/platform aveva la possibilità di volgere l’attenzione verso un genere che si è sempre rivelato di nicchia, lo Strategico a Turni. In essa, normalmente, si prendevano le redini di una fazione in uno scenario bellico e si comandavano varie unità dalle diverse caratteristiche in scontri svolti su un terreno da combattimento a sezioni tipicamente esagonali, il tutto cadenzato da turni di gioco, appunto, di stampo scacchistico.

L’indubbio fascino del ricreare guerre del passato o del futuro come tanti piccoli generali si scontrava però con un’utenza ancora acerba e poco diffusa rendendo il genere decisamente per pochi palati fini. Questo non impedì comunque la nascita di titoli che ancora adesso ci fanno compagnia e strizzano l’occhio dagli scaffali, reali o digitali che siano, tant’è che il buon Civilization è giunto alla sua sesta incarnazione nell’Ottobre del 2016.

Ma parlavamo del ’92, quando sotto etichetta Virgin Interactive (sì, Branson era anche li) il team ormai estinto dei Westwood Studios decise di usufruire della licenza della serie di libri di Frank Herbert, Dune, per creare qualcosa di nuovo; eliminare i turni per rendere più pepata e pimpante la ricetta diedero vita a un nuovo genere, quello degli Strategici in Tempo Reale.

Strategici Command and conquer Red Alert

Un’immagine tratta da Command & Conquer: Red Alert

Il genere si caratterizza dalla necessità di raccogliere risorse al fine di usarle come moneta per la produzione di unità da combattimento di varia natura e per la costruzione di edifici utili a creare nuove unità più avanzate o aggiungere potenzialità a quelle esistenti. Nel caso specifico, in Dune 2 si prendeva il comando delle due Casate rese famose dai romanzi, la Casa Atreides e la Casa Harkonnen, più una inventata per l’occasione, la Casa Ordos, e si combatteva per il dominio di Arrakis contro le altre.

Non paghi della rivoluzione cui avevano dato inizio, poco tempo dopo i Westwood decidono di creare un proprio universo narrativo dove ambientare le loro creazioni di genere, nascono così Command & Conquer e, da una costola di questo, C&C Red Alert.

Strategici Age of Empire

Screenshot tratto da Age of Empire

Col passare del tempo anche altre menti si affacciano sul nuovo genere. La già citata Blizzard crea, nel 1994, il mondo di Warcraft dove umani e orchi si contendono le poche terre vivibili a colpi di asce, spade e magia e che ci accompagnerà fino ai giorni nostri superando anche i confini del genere e addirittura del media videoludico approdando anche in libreria e nei cinema mentre nel 1997 Microsoft alle stampe Age of Empires che, con il suo terzo episodio uscito nel 2005 sottotitolato Age of Discovery, ancora oggi raccoglie numerosi estimatori e giocatori e ha recentemente ottenuto una nuova espansione ufficiale.

Arriviamo poi al ’98 quando Blizzard porta nelle nostre case proprio quello Starcraft di cui abbiamo parlato all’inizio. Un universo sci-fi popolato dalle tre razze biologicamente ed eticamente differenti ci accoglie a braccia aperte e ad armi spianate, proponendoci una trama degna di un buon libro di fantascienza e alcune innovazioni di gameplay che faranno assurgere il titolo a colonna portante del genere RTS. Divenuto una tra le piattaforme di eSport più diffuse del settore, ha recentemente visto la nascita di un seguito, Starcraft 2, che si compone, nella trama, come una trilogia di cui ad ora sono usciti i primi due elementi.

Strategici Shogun: Total War

Shogun: Total War

Ma nel corso degli anni il genere ha anche incorporato elementi di altre tipologie ludiche, soprattutto da gestionali e manageriali, creando nuovi sottogeneri di mirabolante genialità artistica. Sotto etichetta SEGA, per esempio, vediamo nascere dal team The Creative Assembly la serie Total War. Caratteristiche della serie sono l’aderenza storica agli scenari presentati e la verosimiglianza frutto di ricerche storiche approfondite delle unità impiegate sul campo.

E l’anno 2000 dell’era moderna, ma nei nostri computer siamo nel periodo Sengoku, in Giappone, e dobbiamo portare il nostro clan da essere ‘semplici’ daimyo a Shogun. Questo è appunto Shogun: Total War che divide la campagna in due componenti principali: una parte gestionale a turni, in cui dovremo far fiorire il nostro clan e i nostri feudi, o han, gestendo il tesoro del clan, costruendo truppe e strutture e intrattenendo relazioni commerciali e diplomatiche con altre fazioni, e una parte strategica in tempo reale, in cui i conflitti tra clan verranno risolti attraverso la guerra ‘che non è altro che la prosecuzione della politica con altri mezzi’.

Strategici Total War: Warhammer

Total War: Warhammer

Questa seguitissima serie ci ha portato a vivere, nel tempo, gli intrighi e le guerre dell’Europa medievale (Medieval e Medieval 2), i fasti dell’Impero Romano (Rome e Rome 2), del periodo coloniale settecentesco (Empire), nell’espansione di questo a seguire e guidare le gesta di quel caporale corso che diverrà Napoleone (Napoleon) e tornare nell’arcipelago nipponico per assistere all’ascesa e alla caduta dei samurai (Shogun 2) senza dimenticare una ‘piccola’ digressione nel mondo fantasy di Warhammer in una collaborazione con Games Workshop.

Questo tipo di commistioni ha dato modo anche di sfruttare altre licenze, come nel case del non proprio riuscitissimo Empire at War, ambientato nell’universo di Star Wars, che ha dalla sua l’ambientazione e ha avuto una florida platea di modder hanno contribuito a migliorarlo ed ampliarlo. Ha dato anche possibilità di estremizzare alcuni aspetti creando quel sottogenere che viene definito 4X, dalle parole inglesi eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate, ovvero ‘esplora, espandi, sfrutta, stermina’, caratterizzato da una enorme mole di dati cui tenere conto.

Un esempio del genere è Stellaris, uscito nel 2016, in cui una razza a scelta tra umani, umanoidi, volatili, micoidi, rettili e insettoidi con differenti concezioni di politica, colonialismo, tecnologia, etica e molte altre cose (20 razze tra cui scegliere più un editor apposito, giusto per capirci) si contendono una galassia di dimensioni gargantuesche (‘non capitano molte occasioni di usare questa parola, gargantuesco’, cit.) fanno impallidire per dimensioni chiunque non abbia desiderio di affrontare sfide impari.

Strategici StarCraft II

Se siete stufi di nascondervi tra le fresche frasche e pagare cifroni in lavanderia per pulire i vostri vestiti per colpa di Uncharted, se la caccia a spettri e mostri nelle campagne insieme allo strigo Geralt di The Witcher 3 non vi emoziona più come un tempo, se comandare i 5 o 6 militari alla volta di XCom 2 ormai lo fate mentre leggete la Critica della Ragion Pura di Kant, se ritenete Patton un semplice folle e McArthur un uomo dotato solo di grande fortuna vi sfido; scaricate Starcraft sul vostro pc dal sito della Blizzard, affrontate le 60 missioni che vi verranno poste davanti e, se non sarete paghi di tutto ciò, affrontate il mondo e magari conquisterete la storia!

Marco Parodi


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