Il Piemonte ‘si racconta’ attraverso un doppio appuntamento teatrale


Doppio appuntamento, nel fine settimana entrante con Teatro in terra astesana 2016, rassegna diretta dal Teatro degli Acerbi e sostenuta dalla Fondazione CRT nell’ambito del progetto La Provincia di Asti: Patrimonio di Cultura dell’Ente Provincia.

PaisanVenerdì sera, presso gli impianti sportivi di Calamandrana, Faber Teater e Teatro degli Acerbi presenteranno Paisan, ritratti di gente di collina, spettacolo che ha supportato la candidatura a Patrimonio dell’Umanità dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Opera nell’ambito della quale, rielaborando alcuni archetipi del varietà, due attori, una soubrette e un fisarmonicista daranno vita a una girandola di personaggi e situazioni che si muovono intorno alle bancarelle del mercato. Rimasto forse l’ultimo luogo che permette alla gente di incontrarsi e di confrontarsi, alla cultura di un territorio di crescere, integrarsi e trasformarsi.

Pertanto un luogo, magico e variopinto, che diventa il pretesto per parlare di “paesanità”, della ricchezza di un paesaggio umano che va tutelato e di cui bisogna essere fieri. Accanto a Cesare Pavese, Ignazio Silone, Dante Alighieri e Giovanni Verga siedono con dignità Carlo Artuffo, I Trelilu, DuminiBadalin e Fred Buscaglione.

Mentre poesia dialettale e sonetti della tradizione letteraria si contrappuntano a canzoni popolari e sketch sui tipi da mercato. Il dialetto piemontese acquista così dignità di lingua e la sua musicalità si sposa dolcemente con i testi più alti della letteratura italiana.

Lo spettacolo, ad ingresso gratuito, vedrà in scena Marco Andorno, Dario Cirelli, Fabio Fassio, Elena Romano; testi e regia sono di Fabio Fassio, Giuseppe Morrone e Aldo Pasquero.

 

Il secondo ed ultimo appuntamento settimanale, anch’esso ad ingresso gratuito, è invece in programma domenica sera, alle 21.30, in frazione Bionzo di Costigliole d’Asti, dove il Teatro degli Acerbi presenterà Il barbiere di Re Vittorio, confidenze e segreti del primo Re d’Italia, spettacolo interpretato da Fabio Fassio su testo e regia di Luciano Nattino.

Il barbiere di Re VittorioUn atto unico (durata circa 50 minuti) che vedrà rievocata la misconosciuta figura di Luigino Berta da Rocca d’Arazzo, entrato poco più che ventenne a Palazzo Reale e divenuto prima garzone e poi capo barbiere di Sua Maestà Re Vittorio Emanuele II.

Lo sguardo di Gino, così come veniva chiamato da tutti, è quello di chi conosce i retroscena delle vicende pubbliche, con le immancabili storie di amanti, di partite di caccia, di sfoghi in famiglia, di liti politiche, di battaglie militari.

In sostanza, quello di chi conosce dettagliatamente la vita di uno dei protagonisti del Risorgimento italiano.

Lo spettacolo, ambientato in una locanda astigiana nei pressi del Tanaro, vede in scena un barbiere ormai forzatamente pensionato, dopo la morte di Vittorio Emanuele II avvenuta pochi mesi prima. Gino, fermatosi nella locanda solo per riposarsi un po’ nel corso del viaggio di ritorno alla sua Rocca d’Arazzo, finisce per lasciarsi conquistare dall’ottimo Barbera che gli viene servito, perdendo i freni inibitori che, in condizioni normali, gli impedirebbero di svelare tutti gli altarini di Casa Savoia.

Quel che andrà in scena, pur vedendo protagonista il suddetto barbiere, non sarà però un vero e proprio monologo. Poiché, per metà dello spettacolo, due spettatori verranno coinvolti nella rappresentazione nei ruoli di Vittorio Emanuele II e Camillo Benso Conte di Cavour, senza trascurare il fatto che il “gioco” con il pubblico sarà continuo e coinvolgente.


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Asti non è solo il nome commerciale di un vino molto esportato, ma soprattutto una città piemontese dalle grandi potenzialità. Qui potete trovare informazioni sui più interessanti eventi in programma sul territorio.

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